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Mercoledì 02 Febbraio 2011 18:35

Questo fenomeno, fonte anche di nuove responsabilità per i datori di lavoro, appare destinato ad un'ulteriore crescita e in tal senso gli studi condotti dall'European Agency for Safety and Health al Work hanno identificato ben 5 aree critiche di variabili che rendono emergenti tali rischi, ossia:

  • ricorso a nuove forme di contratti di lavori instabili combinata con incertezza e l'insicurezza del lavoratore stesso (scarsità del lavoro)
  • impiego di forza lavoro sempre più anziana, quindi poco flessibile e poco adattabile ai cambiamenti organizzativi per la mancanza di un adeguato turn over
  • alti carichi di lavoro con l'effetto di significative pressioni sui lavoratori da parte dei management
  • tensione emotiva elevata, per violenze e molestie sul lavoro
  • interferenze e squilibrio tra il lavoro e la vita privata

Pertanto lo stress legato all'attività lavorativa rappresenta una delle sfide principali con cui l'Europa deve confrontarsi nel campo della salute e della sicurezza. Basti pensare che esso interessa quasi un lavoratore su quattro e dagli studi condotti a livello comunitario emerge che una percentuale tra il 50 e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Sempre al European Agency for Safety and Health at Work ha evidenziato che oggi lo stress è il secondo problema di salute legato all'attività lavorativa riferito più frequentemente e colpisce il 22% dei lavoratori dei 27 Stati Ue.

contributo di Giuseppe Cuzziello