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Versamento tasse automobilistiche

Adempimento

La tassa automobilistica, più comunemente conosciuta come "bollo auto" è dovuta dal proprietario in ragione del possesso del veicolo. Il pagamento del bollo auto segue regole diverse a seconda che si tratti di primo pagamento ovvero di rinnovo (versamento, cioè, collegato a un pagamento precedente).

In sede di prima immatricolazione, vi sono regole predeterminate di incanalamento delle future scadenze di rinnovo entro scadenze predefinite nel corso dell'anno che variano in base alla tipologia del veicolo. Il rinnovo del pagamento va invece effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Quando l'ultimo giorno del mese cade di sabato o di giorno festivo, il termine è prorogato di diritto al primo giorno lavorativo successivo.

 

Presupposto dell'imposta

Il bollo su auto e moto è dovuto periodicamente, di anno in anno, sulla base del possesso del veicolo e indipendentemente dall'utilizzo del medesimo su strade pubbliche.

Il possesso è presunto in base a quanto risulta dal pubblico registro automobilistico (Pra) per tutti i veicoli soggetti alla iscrizione in tale registro (mentre per i pochi casi di veicoli non iscritti nel Pra, fa fede il registro di immatricolazione tenuto dagli uffici della ex Motorizzazione).

Nelle ipotesi in cui, tuttavia, l'automobilista rimane intestatario di un veicolo da egli non più posseduto è consentito fornire la prova contraria rispetto alle risultanze del Pra.

La cancellazione del veicolo dal Pra e l'annotazione della perdita di possesso vanno sempre effettuate, laddove possibile, sotto copertura di pagamento, e quindi entro l'ultimo giorno coperto dal bollo in corso di validità.

La registrazione nel Pra, infatti, di norma fa venir meno l'obbligo del rinnovo di pagamento a partire dal periodo d'imposta successivo. Tuttavia, i residenti in provincia autonoma di Trento, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Puglia non sono tenuti a pagare il rinnovo se gli atti riconosciuti idonei ad attestare la demolizione del veicolo o la perdita di possesso sono posti in essere entro il mese successivo alla scadenza di validità. Inoltre, Piemonte e Lombardia riconoscono un rimborso nel caso in cui la demolizione o la perdita di possesso avvengano oltre tale mese; tale rimborso riguarda le mensilità già pagate e non godute.

Si ricorda che alle 15 regioni a Statuto ordinario nonché delle Province Autonome di Bolzano - Alto Adige e Trento è stata affidata ogni competenza di gestione afferente il tributo, ivi compresa la riscossione, l'accertamento, il recupero, i rimborsi e il contenzioso.

Ne discende che i contribuenti residenti in tali Regioni hanno come interlocutore istituzionale, per qualunque questione attinente i versamenti, i recuperi, il rimborso, i ricorsi, eccetera, l'apposito ufficio preposto da ciascuna struttura regionale o provinciale, in base al proprio ordinamento interno (di solito, è l'ufficio tributi).

Nelle Regioni a Statuto speciale, invece, la gestione del tributo continua a essere riservata, sotto ogni aspetto, agli uffici dell'amministrazione finanziaria e, segnatamente, agli uffici dell'Agenzia delle Entrate presenti sul territorio.

 

Soggetti obbligati al pagamento

Generalmente, il bollo auto è dovuto dal proprietario in ragione del possesso del veicolo; nel caso di ciclomotori e minicar, la tassa in parola è dovuta invece in ragione della circolazione su aree e strade pubbliche.

Pertanto, obbligato al pagamento è colui che, nel pubblico registro automobilistico (Pra), risulta proprietario del veicolo l'ultimo giorno stabilito per il pagamento.

Per i residenti in Lombardia, tuttavia, vige una regola diversa secondo cui è obbligato al pagamento colui che nel Pra risulta essere proprietario del veicolo il primo giorno del periodo fisso.

 

Calcolo del bollo

Ai fini del calcolo, va ricordato che ciascuna Regione possiede margini di manovra che consentono di intervenire con legge regionale. In particolare, l'articolo 24 del D.Lgs. n. 504/1992 dà facoltà a ciascuna Regione di approvare, entro il 10 novembre di ciascun anno, variazioni tariffarie (in più o in meno) nel limite del 10 per cento rispetto agli importi vigenti nell'anno precedente.

Inoltre, molte regioni a Statuto ordinario, soprattutto nel corso degli anni passati, pur lasciando immutata la struttura di fondo del tributo, hanno introdotto adattamenti ulteriori alla disciplina di dettaglio che quindi talvolta può essere divergente da Regione a Regione su questioni specifiche.

Va anche detto che, dal 1° gennaio 2007, la legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) ha introdotto le nuove tariffe relative al bollo auto che aggiornano i precedenti importi risalenti al 1998.

In particolare, la nuova variazione tariffaria è applicabile su tutto il territorio nazionale e riguarda solamente autovetture, motocicli e autoveicoli per il trasporto promiscuo, anche se tali importi possono subire ulteriori variazioni su base regionale in sede di compilazione dei tariffari, a seconda della regione di residenza del proprietario del veicolo.

Inoltre, solo per i residenti in Liguria (legge regionale n. 2/06) e Toscana (legge regionale n. 52/06), la nuova tariffa prevede un aumento applicabile a tutte le categorie di veicolo (e non solo a motocicli e autovetture).

 

Bollo per le autovetture

Alla luce delle nuove modifiche introdotte a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le autovetture è stato introdotto un primo aumento che si applica a tutti i veicoli di potenza superiore alla media, ma limitatamente ai kW risultanti in eccesso rispetto ai primi cento.

La tariffa introduce inoltre una seconda variazione che tende a premiare i veicoli con maggiore efficienza energetica, prevedendo, così, importi unitari decrescenti man mano che il motore risulti dotato di caratteristiche ambientali meno inquinanti fino a fissare, entro la soglia dei 100 KW, importi uguali a quelli in vigore nel 2006 per motorizzazioni con classe ambientale Euro 4 o Euro 5.

In particolare, secondo le nuove regole, il bollo auto per le autovetture si calcola tuttora, come in passato, in base alla potenza del motore, espressa in kW o in CV.

La differenza sta nel fatto che a partire dal 2007 gli importi di tariffa sono stati ritoccati in aumento, ma con percentuali gradatamente decrescenti.

Più precisamente, gli importi diminuiscono man mano che si riduce l'attitudine all'inquinamento del motore.

In particolare, è stato previsto un trattamento premiante nei riguardi delle vetture appartenenti alla classe ambientale più aggiornata (Euro 4 o Euro 5).

Per tale categoria di veicoli, infatti, e limitatamente ai primi 100 kW (ovvero limitatamente ai primi 136 CV), la tariffa non ha subito aumenti rispetto agli importi in vigore nel corso del 2006.

Un ritocco, invece, è stato previsto per classi ambientali del motore a maggiore propensione inquinante (da Euro 3 a Euro zero).

Limitatamente alle vetture con potenza superiore alla media è stata altresì prevista una ulteriore variazione tariffaria, che prescinde dalla attitudine del motore all'inquinamento.

Tale incremento, tuttavia, funziona con la tecnica "a scaglioni": in particolare, i primi cento kW vengono sempre tassati con la tariffa base riconosciuta per la classe ambientale di appartenenza, mentre su ogni kW successivo si applica un aggravio.

Tariffe Autovetture

Basilicata - Friuli Venezia Giulia - Emilia Romagna - Lazio - Lombardia - Piemonte - Puglia - Sardegna - Sicilia - Umbria - Valle D'Aosta - Province Autonome di Trento e Bolzano

Classe ambientale

kW

Euro

Euro 5 e Euro 4

Fino a 100

2,58

Euro 5 e Euro 4

Da 101

3,87

Euro 3

Fino a 100

2,70

Euro 3

Da 101

4,05

Euro 2

Fino a 100

2,80

Euro 2

Da 101

4,20

Euro 1

Fino a 100

2,90

Euro 1

Da 101

4,35

Euro 0

Fino a 100

3,00

Euro 0

Da 101

4,50

Tariffe Autovetture

Abruzzo - Calabria - Campania - Liguria - Toscana - Veneto

Classe ambientale

kW

Euro

Euro 5 e Euro 4

Fino a 100

2,84

Euro 5 e Euro 4

Da 101

4,26

Euro 3

Fino a 100

2,97

Euro 3

Da 101

4,46

Euro 2

Fino a 100

3,08

Euro 2

Da 101

4,62

Euro 1

Fino a 100

3,19

Euro 1

Da 101

4,79

Euro 0

Fino a 100

3,30

Euro 0

Da 101

4,95

Tariffe Autovetture

Molise - Marche

Classe ambientale

kW

Molise
Euro

Marche
Euro

Euro 5 e Euro 4

Fino a 100

2,76

2,79

Euro 5 e Euro 4

Da 101

4,14

4,18

Euro 3

Fino a 100

2,89

2,92

Euro 3

Da 101

4,33

4,37

Euro 2

Fino a 100

3,00

3,02

Euro 2

Da 101

4,49

4,54

Euro 1

Fino a 100

3,10

3,13

Euro 1

Da 101

4,65

4,70

Euro 0

Fino a 100

3,21

3,24

Euro 0

Da 101

4,82

4,86

 

Bollo per i motocicli

Anche il bollo per i motocicli ha subito variazioni tariffarie ispirate a regole analoghe a quelle varate per le vetture.

In particolare, pur non essendo stati previsti scatti tariffari per potenze più elevate, è stata riformulata la tariffa in maniera da privilegiare, anche in tal caso, i motori che assicurano una maggiore efficienza energetica.

Sono stati pertanto previsti importi unitari decrescenti man mano che il motore risulterà dotato di caratteristiche ambientali meno inquinanti, fino a stabilire importi uguali a quelli in vigore nel 2006, per le motorizzazioni più severe, con classe ambientale Euro 3.

 

Classe ambientale

Ai fini dell'individuazione dei nuovi importi di tariffa del bollo risulta dunque essenziale conoscere la classe ambientale relativa al proprio veicolo (vecchio o nuovo che sia).

Per vetture e autocarri leggeri la normativa vigente parte dalla classe ambientale più severa, definita come Euro 5, fino alla classe convenzionale Euro zero, che è quella meno aggiornata; per i motocicli, cui si applicano direttive europee diverse da quelle previste per gli autoveicoli, si parte invece dalla classe Euro 3 fino alla categoria Euro zero.

Tali informazioni possono essere acquisite dal contribuente mediante consultazione della propria carta di circolazione, sulla quale sono indicati gli estremi delle principali direttive rispettate dal motore installato su ciascun veicolo.

Fra queste, sono ricomprese anche le direttive antinquinamento, uniche rilevanti per la determinazione della classe ambientale.

L'individuazione della specifica classe di appartenenza si desume esclusivamente dagli estremi della direttiva europea rispettata dal motore.

 

Come calcolare il bollo in via automatica

Nel sito dell'Agenzia delle Entrate sono offerti due sistemi di calcolo automatico del bollo:

- in base alla targa: in tal caso, è sufficiente inserire la targa e indicare se si tratta di autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore. A fronte di tali informazioni, il programma calcola in automatico l'importo dovuto;

- in base ad altri parametri: in tal caso, si può avere il calcolo sulla base della potenza, del tipo di veicolo, nonché della Regione di residenza.

 

Versamento del bollo

Il pagamento del bollo segue regole diverse a seconda che si tratti di primo pagamento ovvero di rinnovo.

In sede di prima immatricolazione, vi sono regole predeterminate di incanalamento delle future scadenze di rinnovo entro scadenze predefinite nel corso dell'anno che variano in base alla tipologia del veicolo.

Il rinnovo del pagamento deve essere invece effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.

Questa è una regola che - salvo casi di proroga espressa - vale sempre e per qualsiasi tipo di veicolo (autovetture, motocicli, autocarri, eccetera).

Ad esempio, il bollo scaduto a luglio, va rinnovato entro agosto, quello scaduto ad agosto va rinnovato entro settembre.

Quando l'ultimo giorno del mese cade di sabato o di giorno festivo, il termine è prorogato di diritto al primo giorno lavorativo successivo.

L'importo da versare deve essere arrotondato al centesimo di euro. In particolare, se dai conteggi di tariffa vi è un importo espresso con più di due decimali, occorre arrotondare al secondo decimale.

L'arrotondamento è per difetto, se la terza cifra dopo la virgola è da 0 a 4, per eccesso se tale cifra è pari a 5 o superiore.

Il pagamento può essere effettuato con modalità "allo sportello" presso:

- Le delegazioni Aci

- Le agenzie di pratiche auto collegate

- I tabaccai collegati

- Gli uffici postali

- Le banche, se convenzionate

Tuttavia, il pagamento del bollo può essere effettuato anche mediante telefono gestito dall'Aci.

In tal caso il numero telefonico da comporre è 199711711 (servizio "Telebollo").

Il pagamento del bollo può essere effettuato anche tramite Internet, collegandosi al sito dell'Aci www.aci.it (servizio "Bollonet") o tramite pagamento in rete collegandosi direttamente al sito delle Poste italiane www.poste.it.

In ogni caso, i servizi Telebollo e Bollonet gestiti dall'Aci sono erogati, a pagamento, per versamenti da eseguire solo a favore delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria, province autonome di Bolzano e Trento.

 

Sanzioni per tardivi versamenti

Se si paga in ritardo, oltre al versamento del bollo, si è soggetti anche al pagamento di sanzioni, che aumentano in proporzione al ritardo con cui il pagamento viene fatto.

In particolare, oltre al pagamento della tassa e della sanzione, devono essere versati gli interessi sulla tassa non pagata, calcolati su base giornaliera, a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza del pagamento omesso e fino a quello dell'effettivo versamento.

In ogni caso, per poter beneficiare delle sanzioni ridotte, il contribuente deve provvedere al versamento contestuale della tassa, della sanzione e degli interessi.

Per i pagamenti effettuati oltre l'anno la sanzione è applicabile d'ufficio ed è pari al 30% della tassa oltre agli interessi.

 

Quando l'obbligo di versamento decade

Il proprietario di un veicolo non è più tenuto a pagare il bollo auto a partire dal periodo d'imposta successivo al momento in cui viene effettuata l'annotazione al Pra della perdita di possesso.

In mancanza di annotazione l'Amministrazione finanziaria procederà con la notifica dell'addebito all'indirizzo del proprietario risultante dal Pra.

E' tuttavia consentito all'intestatario che all'epoca non aveva avuto il possesso del veicolo di produrre un atto di data certa che dimostri il mancato possesso del veicolo.

In tal caso l'obbligo di pagamento viene meno per i periodi fissi successivi a quello risultante dalla data certa che dimostri il mancato possesso del veicolo.

Viene considerata data certa, ad esempio, quella in cui viene denunciato il furto di un veicolo. Pertanto, se la denuncia è stata presentata entro il 31 dicembre non si è tenuti al pagamento del rinnovo relativamente al bollo da pagare entro gennaio dell'anno dopo, mentre se la denuncia in questione presso l'autorità di pubblica sicurezza viene presentata dopo l'ultimo giorno del mese coperto da pagamento, scatta ugualmente l'obbligo di rinnovo per l'intero periodo fisso.

Questa regola trova una attenuazione per i residenti in Puglia, Provincia autonoma di Trento, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. La disciplina di questa deroga, tuttavia, cambia da Regione a Regione.

 

Come ricorrere in caso di controversie

Per le controversie in materia di bollo auto sono competenti le Commissioni tributarie provinciali. In particolare, il ricorso deve essere presentato alla Commissione tributaria competente entro 60 giorni dalla data in cui il contribuente ha ricevuto l'atto contro cui ricorre, e deve essere notificato all'ufficio che ha emesso l'atto contestato.

Ciò può avvenire mediante:

- consegna diretta;

- per posta, con plico raccomandato senza busta e con l'avviso di ricevimento;

- a mezzo notifica di ufficiale giudiziario.

Entro 30 giorni dalla notifica all'ufficio è necessario costituirsi in giudizio depositando ovvero trasmettendo alla Commissione tributaria provinciale copia del ricorso.

Il ricorso potrà essere presentato direttamente dal contribuente, senza che sia obbligatoria la difesa tecnica, per controversie riguardanti tributi in contestazione fino a Euro 2.582,28.

Al fine del computo di tale importo, non si dovrà tener conto delle sanzioni, né degli interessi.